“Tesoro devo dirti una cosa”
“Che cosa amore?”
“Presto saremo in tre.. aspettiamo un bambino!”
Marie… cosa posso dire di Marie? E’ difficile esprimere cosa lei significhi per me. Sono sempre stato un uomo molto pratico, e le parole non sono mai state il mio forte. Ma a quelle, tanto, ha sempre pensato lei. Lei riesce a leggermi dentro cose che per gli altri sono totalmente incomprensibili e poi, non so come, le traduce in parole chiare, belle, melodiose. La mia anima sembra più bella, quando è Marie a raccontarla.
“Vorresti di più che fosse un maschietto o una femminuccia?”
“Non lo so. Non importa. Tutto quello che devo sapere è che ne sarò innamorata.. già lo sono adesso.. è qui, è parte di me, come posso non innamorarmene?”
“Oh andiamo, non fare la diplomatica.. questo è quello che devi dire, ma lo so che in realtà anche tu hai delle preferenze.. dai confessa!”
“E va bene.. se proprio devo essere sincera.. ho sempre pensato che il primo figlio che avrei avuto sarebbe stato un maschio.. credi che questo faccia di me una cattiva madre?”
“Sarai una madre meravigliosa vedrai”
Ho avuto un brutto inizio di giornata. Mi sono svegliato molto turbato, probabilmente per colpa del sogno che ho fatto.
Io e Marie passeggiavamo in un parco, eravamo felici. Poi, a un certo punto, vedevamo questo baracchino, di quelli dove in genere stanno quei ciarlatani che pretendono di predirti il futuro in cambio di qualche soldo. Io non credo a queste cose, ma Marie è sempre stata molto attratta da quel mondo e infatti anche nel mio sogno, lei era incuriosita da quel baracchino. Dentro c’era questa tizia, molto strana, dall’aria rassicurante ma inquietante allo stesso tempo (non so come sia possibile.. era proprio un sogno..) che diceva di poter prevedere il futuro. Marie nel sogno si era fissata col fatto che dovessi farmi fare una predizione e, tanto ha insistito che, alla fine, riluttante, ho acconsentito.
Questa tizia mi guarda fisso, dritto negli occhi, con uno sguardo che mi fa raggelare il sangue e, dopo un silenzio che mi è sembrato un’eternità, finalmente si decide a parlare
“devi lasciarla” mi dice ” devi lasciarla ora, prima che sia troppo tardi. Abbandonala, devi trovare la forza di abbandonarla, per il tuo bene. Se non te ne liberi subito ti ucciderà. Presto. Scappa, scappa adesso, senza mai guardarti indietro, prima che lei diventi più forte di te. Non lo capisci? Non te ne rendi conto? Sta già facendo di te il tuo burattino, finirà per rubarti la tua vita, la tua anima, ti porterà via tutto e poi ti ucciderà!”
Io mi alzo furioso e sconvolto, “pazza, sei una pazza, prendi soldi agli innocenti per sputare veleno sulla loro felicità! Sei solo una povera matta che vive alle spalle delle disgrazie degli altri, ma con noi non funzioneranno i tuoi giochetti perversi! No…noi siamo una famiglia, noi siamo felici, e non abbiamo bisogno delle tue ridicole sentenze, brutta megera!”
“E’ incredibile tesoro! Avremo davvero un maschietto!”
“Sei felice?”
“Sì, ogni giorno.. sempre di più..”
Di nuovo quel maledetto sogno. Da un po’ di tempo sta diventando ricorrente. Comunque non dirò niente a Marie. Lei è così sensibile, ed è suggestionabile da questo tipo di cose. E adesso che aspetta il nostro bambino e che la gravidanza sembra procedere senza intoppi, non penso valga la pena turbarla con queste sciocchezze. Sarà solo un po’ di stress.. prima o poi passerà.
Sta diventando un inferno. Non ricordo più l’ultima volta che ho fatto un sonno decente. Quel sogno continua a tormentarmi.. non mi lascia più riposare.. di questo passo finirò per confondere il giorno con la notte.
Ho raccontato tutto a Marie. Mi ha visto molto provato ultimamente e giustamente si è proccupata per me, mi ha chiesto se ci fosse qualcosa che non andava, perchè mi vedeva diverso, consumato. Così ho vuotato il sacco. Lei si è molto spaventata, come avevo previsto, e adesso si è messa in testa che quella ciarlatana da strapazzo sia una specie di strega che mi ha fatto non so quale sortilegio o fattura. Dice che ce ne dobbiamo andare di qua, che dobbiamo andare via lontano, e cominciare una nuova vita in un altro posto, abbastanza lontano da non essere raggiunto dai malefici poteri della fattucchiera.
“Finalmente ci siamo. Tra pochi istanti l’aereo decollerà e potremo lasciarci tutta questa brutta storia alle spalle. Saremo solo noi. Io, te e il piccolo Jean!”
“E così è ufficiale allora, lo chiameremo Jean”
“Sì, vedi tesoro? Gli ho anche preso una copertina con ricamato su il suo nome. Ti piace?”
-Pronto?
-Dottoressa Sorcière?
-Sì.. mi dica
-Sono il Dottor Bresson, dall’obitorio. Conosce il signor Saunier, Pierre Saunier?
-Sì.. è un mio paziente. Gli è successo qualcosa?
-Hanno trovato il cadavere di un uomo, sembra si sia gettato dal tetto di un palazzo. E’ morto sul colpo. Aveva dei documenti con sè rispondenti al nome di Pierre Saunier. Dopo varie ricerche non sono stati trovati parenti o altre persone con cui avesse legami stretti, da poter rintracciare. L’unica persona a cui è stato possibile risalire è stata lei, sappiamo che l’aveva in cura. Vede dottoressa, la nostra ipotesi è che si sia buttato da solo da quel palazzo. Infatti, visti i suoi precedenti e le cause per cui era in cura da lei, abbiamo fatto subito gli accertamenti del caso, e dai referti tossicologici è possibile ipotizzare che poco tempo prima di buttarsi avesse assunto una dose massiccia di LSD. Stringeva a sè una coperta con ricamato il nome Jean, ma non siamo riusciti a risalire a nessun Jean che fosse in qualche modo collegato al signor Saunier. Dottoressa… l’impatto col suolo è stato tale che il volto… o quel che ne rimane.. non sono molto riconoscibili. Avremmo bisogno che venisse qui, per identificare il cadavere.
-Capisco. Arrivo subito.