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	<title>Thrill of lifetime</title>
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		<title>Thrill of lifetime</title>
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		<title>Ad ogni carta, un racconto &#8211; Capitolo 3: L&#8217;imperatrice</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 23:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laviniazezza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando ero piccola la mia tata mi diceva sempre : &#8220;quando sarai grande, sarai una donna bella e affascinante, e  troverai un uomo che si prenderà cura di te e vivrai per sempre felice e contenta&#8221;. Be&#8217; la mia tata aveva ragione, &#8230; <a href="http://thrilloflifetime.wordpress.com/2012/01/21/ad-ogni-carta-un-racconto-capitolo-3-limperatrice/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=thrilloflifetime.wordpress.com&amp;blog=3173096&amp;post=504&amp;subd=thrilloflifetime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://thrilloflifetime.files.wordpress.com/2012/01/ar031.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-506" title="ar03[1]" src="http://thrilloflifetime.files.wordpress.com/2012/01/ar031.jpg?w=173&#038;h=300" alt="" width="173" height="300" /></a>Quando ero piccola la mia tata mi diceva sempre : &#8220;quando sarai grande, sarai una donna bella e affascinante, e  troverai un uomo che si prenderà cura di te e vivrai per sempre felice e contenta&#8221;.</p>
<p>Be&#8217; la mia tata aveva ragione, su una cosa: sono diventata molto bella. La mia tata però, non aveva previsto che col crescere sarebbe cresciuta con me anche un&#8217;altra cosa: una smodata ambizione. E quindi non poteva  sapere che su una cosa si sarebbe decisamente sbagliata: io non avrei mai avuto un uomo che si sarebbe preso cura di me. No. Perchè mai accontentarsi di uno soltanto?</p>
<p>Il discorso è molto semplice: noi siamo degli animali. Magari un po&#8217; più evoluti certo (che alla fine qual è la grande evoluzione? Che sappiamo parlare? Non è poi questo grande vantaggio, visto che il più delle volte si parla per dire falsità o, nella migliore delle intenzioni, solo delle mezze verità. Gli altri animali si sbranano tra loro certo, ma almeno non si mentono l&#8217;un l&#8217;altro. E anche quando si sbranano è solo questione di sopravvivenza e, se il leone potesse parlare con la zebra, sono certa che le direbbe qualcosa del tipo &#8220;ehi, ciao zebra, senti io non ho niente contro di te, anzi guarda mi rimani pure simpatica ma, vedi, io penso che staresti molto meglio dentro al mio stomaco. Niente si personale. Solo fame. E tu sei il mio pranzo. Growl.&#8221;), ma sempre animali restiamo. E quindi, pur con tutte le sovrastrutture, le giustificazioni, le convenzioni e la buona creanza, l&#8217;essere umano nel profondo è mosso dalle stesse motivazioni primordiali e istintive di qualunque altro animale. Solo che, a differenza degli altri animali, se ne vergogna.<br />
E&#8217; inevitabile: l&#8217;uomo, in quanto maschio, deve fecondare tutto ciò che gli capita a tiro, perchè più insemina, più probabilità ci sono che nasca qualcosa e che possa protrarsi la continuazione della specie. La donna, in quanto femmina e portatrice del frutto fecondato, deve proteggerlo per garantirne la sopravvivenza fino alla sua nascita e oltre. E quindi da ciò si comprende quanto innaturale e improbabile sia la sovrastruttura di un rapporto monogamo, duraturo e felice. Essa si fonda infatti sulla sovrastruttura maxima, la madre di tutte le ipocrisie che la nostra presunta &#8220;evoluzione&#8221; ci ha regalato: il compromesso. L&#8217;uomo medio infatti, non può certo sperare di andare fecondando tutto ciò che gli capita a tiro, è in genere già fortunato se qualcuna se lo fila. Ergo, quando la trova deve tenersela stretta, per avere garantita almeno una parziale soddisfazione della propria natura (che è pur sempre meglio di niente). Così in cambio dà alla donna quello che cerca, ovvero protezione e sicurezza. Quel che si dice, un legame serio, il cui culmine è, per convenzione sociale, il matrimonio, un vero e proprio contratto con tutte le garanzie messe nero su bianco, il sancimento ufficiale del compromesso e quindi aspirazione massima della donna media. Viceversa la donna media, in cambio di una garantita protezione e stabilità, concede all&#8217;uomo la dose minima sindacale di sollazzo da lui richiesto, più una buona dose di sopportazione e cure quotidiane dalle quali non può, da contratto, esimersi.<br />
Ebbene, come dicevo, io sono una persona molto ambiziosa. Ho le mie esigenze. Anch&#8217;io, in quanto donna aspiro alla mia stabilità, e così mi sono fatta due conti e ho pensato: perchè accontentarsi? Se un uomo solo può darti tanta sicurezza, tanti uomini possono darti molta più sicurezza. Così ho trovato la formula perfetta: io do loro quello che vogliono, e loro in cambio danno a me quello che voglio, ma, e qui sta il bello, senza compromessi. Il compromesso di per sè comporta a delle rinunce, a dei sacrifici, ma non è questo il caso: qui si parla di uno scambio, un semplice scambio, tutti guadagnano e nessuno ci rimette niente. Io agli uomini concedo la mia compagnia e loro in cambio mi danno case, gioielli, vestiti, e una notevole rendita, in generale. Non chiedo a nessuno di sposarmi e certo io non ho alcun tipo di dovere nei confronti di nessuno. E&#8217; un semplice do ut des. Tutti liberi e tutti felici.<br />
Certo però, che quando si conduce una vita come la mia se ne vedono di persone,e se ne hanno di storie da raccontare. Ricordo una volta, c&#8217;era questo tipo, credo avesse una specie di ossessione per me. Diceva di essere innamorato.<br />
Ah, quelli che pensano di essere innamorati sono i migliori, sono i più divertenti. Sono capaci di fare le cose più .. come dire.. (credo  che i benpensanti probabilmente le definirebbero: meschine o perverse o immorali) ..disparate,  in nome di quello che loro definiscono amore. Comunque c&#8217;era questo qui che diceva che avrebbe fatto qualsiasi cosa per me se avessi acconsentito ad essere solo sua, mi avrebbe ricoperto d&#8217;oro, portato in capo al mondo, comprato tutto ciò che avessi mai desiderato. Io continuavo a rifiutare le sue offerte, naturalmente, perchè per me era solo questione di affari, e certo non avevo intenzione di appartenere a nessuno, figuriamoci. Per quanto ricco potesse essere sarei andata comunque in rimessa, visto quanti altri ricconi hanno sempre bussato alla mia porta. Arrivò infine a dire che avrebbe lasciato la moglie per me, che mi avrebbe sposato, persino. La cosa cominciava a farsi piuttosto seccante, così rigirai alla moglie le innumerevoli lettere supplicanti di cui lui tutti i giorni mi subissava. In questo modo, speravo che se la sbrigasse lei con suo marito e che quindi questo mi lasciasse finalmente in pace. E in effetti funzionò, non ebbi più sue notizie.<br />
Tempo dopo venni a sapere che era stato coinvolto in un tragico incidente, investito da un pirata della strada, dicono. E sembra che non siano mai riusciti a risalire a chi fosse al volante dell&#8217;auto. Si dice anche che la moglie abbia ereditato una fortuna. A quanto pare il suo defunto marito non esagerava quando diceva che avrebbe potuto ricoprirmi d&#8217;oro.<br />
Mi ricordo poi di un altro, aveva una gran chiacchiera lui, mi confidava tutti i fatti suoi, figurarsi. Questo nobil signore usava sedurre ricche vedove che poi sposava, come suol fare ogni brav&#8217;uomo che si conviene. Per una crudele ironia della sorte, però, finiva sempre per  ritrovarsi lui a diventare prematuramente vedovo. Così, mossa dal mio buon cuore mi sono rivolta ad una persona fidata che si assicurasse che nella vita di questo infelice potesse entrare una brava donna come si deve. E così fu. Solo che, per fatal disgrazia, alla fine fu lui ad avere una prematura dipartita lasciando alla sua ultima nuova consorte il fardello della vedovanza maledetta. Oltre ad un cospicuo patrimonio.<br />
Ma il caso più singolare fu quella volta che alla mia porta venne a bussare nientemeno che un uomo di chiesa. Questi, pensa un po&#8217;, diceva che era venuto da me per redimermi. Non so bene se intedesse davvero dire che voleva redimere me: dal momento che mi dava del voi e che per tutto il tempo ha tenuto lo sguardo fisso sulla mia scollatura, mi sono domandata, poi, se in effetti non intendesse in realtà dire che voleva redimere le mie tette.<br />
Comunque se ne esce fuori con tante chiacchiere, su come la loro comunità fosse accogliente, del lavoro eccezionale che facevano con i ragazzi,  e con bambini in particolar modo. Sembrava che passasse molti momenti felici con i bambini della comunità. Quelli dell&#8217;orfanotrofio, in particolare, erano i suoi prediletti. Dedicava loro molto del suo tempo e delle sue energie.<br />
Così, anche stavolta, mossa dal mio buon cuore, tramite le mie conoscenze mi assicurai che all&#8217;orfanotrofio si recasse chi di dovere ad essere testimone del tanto sudato lavoro di quest&#8217;uomo, affinchè se ne potessero tessere le meritate lodi.<br />
Curiosa coincidenza, lessi sul giornale tempo dopo che proprio in quello stesso orfanotrofio era emerso un incredibile scandalo, una storia di abusi su quei poveri orfanelli da parte di qualcuno che vi operava all&#8217;interno. Anche se il giornale non specificava nel dettaglio chi vi fosse coinvolto, &#8220;la giustizia comunque&#8221; diceva l&#8217;articolo &#8220;ha provveduto a punire adeguatamente e severamente il responsabile&#8221;.<br />
Sì, ne ho viste e ne ho sentite tante, e tante ne potrei raccontare. Mentre la mia in realtà è una storia semplice: io faccio solo il mio interesse. Le faccende degli altri non mi riguardano e neanche mi interessano. Ma una cosa posso dire con fermezza: non ho mai mentito nè a me stessa nè agli altri mai su niente. Quel che appaio è quel che sono e quel che sono è tutto ciò che si ottiene da me. Niente di più, niente di meno. Sono sempre stata coerente alla verità e sempre lo sarò. Quanto agli altri, i loro problemi sono loro problemi, d&#8217;altro canto chi sono io per giudicare?<br />
Io, del resto, sono solo una puttana.</p>
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		<title>Ad ogni carta,un racconto &#8211; Capitolo 2: La papessa</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 15:28:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laviniazezza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Tesoro devo dirti una cosa&#8221; &#8220;Che cosa amore?&#8221; &#8220;Presto saremo in tre.. aspettiamo un bambino!&#8221; Marie&#8230; cosa posso dire di Marie? E&#8217; difficile esprimere cosa lei significhi per me. Sono sempre stato un uomo molto pratico, e le parole non &#8230; <a href="http://thrilloflifetime.wordpress.com/2012/01/19/ad-ogni-cartaun-racconto-capitolo-2-la-papessa/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=thrilloflifetime.wordpress.com&amp;blog=3173096&amp;post=497&amp;subd=thrilloflifetime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://thrilloflifetime.files.wordpress.com/2012/01/ar021.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-499" title="ar02[1]" src="http://thrilloflifetime.files.wordpress.com/2012/01/ar021.jpg?w=172&#038;h=300" alt="" width="172" height="300" /></a>&#8220;Tesoro devo dirti una cosa&#8221;<br />
&#8220;Che cosa amore?&#8221;<br />
&#8220;Presto saremo in tre.. aspettiamo un bambino!&#8221;</p>
<p>Marie&#8230; cosa posso dire di Marie? E&#8217; difficile esprimere cosa lei significhi per me. Sono sempre stato un uomo molto pratico, e le parole non sono mai state il mio forte. Ma a quelle, tanto, ha sempre pensato lei.  Lei riesce a leggermi dentro cose che per gli altri sono totalmente incomprensibili e poi, non so come, le traduce in parole chiare, belle, melodiose. La mia anima sembra più bella, quando è Marie a raccontarla.</p>
<p>&#8220;Vorresti di più che fosse un maschietto o una femminuccia?&#8221;<br />
&#8220;Non lo so. Non importa. Tutto quello che devo sapere è che ne sarò innamorata.. già lo sono adesso.. è qui, è parte di me, come posso non innamorarmene?&#8221;<br />
&#8220;Oh andiamo, non fare la diplomatica.. questo è quello che devi dire, ma lo so che in realtà anche tu hai delle preferenze.. dai confessa!&#8221;<br />
&#8220;E va bene.. se proprio devo essere sincera.. ho sempre pensato che il primo figlio che avrei avuto sarebbe stato un maschio.. credi che questo faccia di me una cattiva madre?&#8221;<br />
&#8220;Sarai una madre meravigliosa vedrai&#8221;</p>
<p>Ho avuto un brutto inizio di giornata. Mi sono svegliato molto turbato, probabilmente per colpa del sogno che ho fatto.<br />
Io e Marie passeggiavamo in un parco, eravamo felici. Poi, a un certo punto, vedevamo questo baracchino, di quelli dove in genere stanno quei ciarlatani che pretendono di predirti il futuro in cambio di qualche soldo. Io non credo a queste cose, ma Marie è sempre stata molto attratta da quel mondo e infatti anche nel mio sogno, lei era incuriosita da quel baracchino. Dentro c&#8217;era questa tizia, molto strana, dall&#8217;aria rassicurante ma inquietante allo stesso tempo (non so come sia possibile.. era proprio un sogno..) che diceva di poter prevedere il futuro. Marie nel sogno si era fissata col fatto che dovessi farmi fare una predizione e, tanto ha insistito che, alla fine, riluttante, ho acconsentito.<br />
Questa tizia mi guarda fisso, dritto negli occhi, con uno sguardo che mi fa raggelare il sangue e, dopo un silenzio che mi è sembrato un&#8217;eternità, finalmente si decide a parlare<br />
&#8220;devi lasciarla&#8221; mi dice &#8221; devi lasciarla ora, prima che sia troppo tardi. Abbandonala, devi trovare la forza di abbandonarla, per il tuo bene. Se non te ne liberi subito ti ucciderà. Presto. Scappa, scappa adesso, senza mai guardarti indietro, prima che lei diventi più forte di te.  Non lo capisci? Non te ne rendi conto? Sta già facendo di te il tuo burattino, finirà per rubarti la tua vita, la tua anima, ti porterà via tutto e poi ti ucciderà!&#8221;<br />
Io mi alzo furioso e sconvolto, &#8220;pazza, sei una pazza, prendi soldi agli innocenti per sputare veleno sulla loro felicità! Sei solo una povera matta che vive alle spalle delle disgrazie degli altri, ma con noi non funzioneranno i tuoi giochetti perversi! No&#8230;noi siamo una famiglia, noi siamo felici, e non abbiamo bisogno delle tue ridicole sentenze, brutta megera!&#8221;</p>
<p>&#8220;E&#8217; incredibile tesoro! Avremo davvero un maschietto!&#8221;<br />
&#8220;Sei felice?&#8221;<br />
&#8220;Sì, ogni giorno.. sempre di più..&#8221;</p>
<p>Di nuovo quel maledetto sogno. Da un po&#8217; di tempo sta diventando ricorrente. Comunque non dirò niente a Marie. Lei è così sensibile, ed è suggestionabile da questo tipo di cose. E adesso che aspetta il nostro bambino e che la gravidanza sembra procedere senza intoppi, non penso valga la pena turbarla con queste sciocchezze. Sarà solo un po&#8217; di stress.. prima o poi passerà.</p>
<p>Sta diventando un inferno. Non ricordo più l&#8217;ultima volta che ho fatto un sonno decente. Quel sogno continua a tormentarmi.. non mi lascia più riposare.. di questo passo finirò per confondere il giorno con la notte.</p>
<p>Ho raccontato tutto a Marie. Mi ha visto molto provato ultimamente e giustamente si è proccupata per me, mi ha chiesto se ci fosse qualcosa che non andava, perchè mi vedeva diverso, consumato. Così ho vuotato il sacco. Lei si è molto spaventata, come avevo previsto, e adesso si è messa in testa che quella ciarlatana da strapazzo sia una specie di strega che mi ha fatto non so quale sortilegio o fattura. Dice che ce ne dobbiamo andare di qua, che dobbiamo andare via lontano, e cominciare una nuova vita in un altro posto, abbastanza lontano da non essere raggiunto dai malefici poteri della fattucchiera.</p>
<p>&#8220;Finalmente ci siamo. Tra pochi istanti l&#8217;aereo decollerà e potremo lasciarci tutta questa brutta storia alle spalle. Saremo solo noi. Io, te e il piccolo Jean!&#8221;<br />
&#8220;E così è ufficiale allora, lo chiameremo Jean&#8221;<br />
&#8220;Sì, vedi tesoro? Gli ho anche preso una copertina con ricamato su il suo nome. Ti piace?&#8221;</p>
<p><em>-Pronto?<br />
-Dottoressa Sorcière?<br />
-Sì.. mi dica<br />
-Sono il Dottor Bresson, dall&#8217;obitorio. Conosce il signor Saunier, Pierre Saunier?<br />
-Sì.. è un mio paziente. Gli è successo qualcosa?<br />
-Hanno trovato il cadavere di un uomo, sembra si sia gettato dal tetto di un palazzo. E&#8217; morto sul colpo. Aveva dei documenti con sè rispondenti al nome di Pierre Saunier. Dopo varie ricerche non sono stati trovati parenti o altre persone con cui avesse legami stretti, da poter rintracciare. L&#8217;unica persona a cui è stato possibile risalire è stata lei, sappiamo che l&#8217;aveva in cura. Vede dottoressa, la nostra ipotesi è che si sia buttato da solo da quel palazzo. Infatti, visti i suoi precedenti e le cause per cui era in cura da lei, abbiamo fatto subito gli accertamenti del caso, e dai referti tossicologici è possibile ipotizzare che poco tempo prima di buttarsi avesse assunto una dose massiccia di LSD. Stringeva a sè una coperta con ricamato il nome Jean, ma non siamo riusciti a risalire a nessun Jean che fosse in qualche modo collegato al signor Saunier. Dottoressa&#8230; l&#8217;impatto col suolo è stato tale che il volto&#8230; o quel che ne rimane.. non sono molto riconoscibili. Avremmo bisogno che venisse qui, per identificare il cadavere.<br />
-Capisco. Arrivo subito.<br />
</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ad ogni carta, un racconto &#8211; Capitolo 1 : Il mago</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 23:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laviniazezza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tommi era sempre stato un bravo bambino. Ogni volta che i grandi si rivolgevano a lui, gli arruffavano i capelli, gli tiravano una guancia e gli dicevano : &#8221; sei proprio un bravo bambino&#8221;. I grandi erano tutti uguali. Correvano &#8230; <a href="http://thrilloflifetime.wordpress.com/2012/01/19/ad-ogni-carta-un-racconto-capitolo-1-il-mago/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=thrilloflifetime.wordpress.com&amp;blog=3173096&amp;post=490&amp;subd=thrilloflifetime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://thrilloflifetime.files.wordpress.com/2012/01/ar011.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-495" title="ar01[1]" src="http://thrilloflifetime.files.wordpress.com/2012/01/ar011.jpg?w=170&#038;h=300" alt="" width="170" height="300" /></a>Tommi era sempre stato un bravo bambino. Ogni volta che i grandi si rivolgevano a lui, gli arruffavano i capelli, gli tiravano una guancia e gli dicevano : &#8221; sei proprio un bravo bambino&#8221;.<br />
I grandi erano tutti uguali. Correvano sempre. E non ridevano mai.<br />
E poi avevano uno strano odore, lo stesso odore che c&#8217;era in quel posto, quello dove l&#8217;aveva portato una volta la mamma, dove c&#8217;erano tanti libri. Erano tutti ingialliti quei libri, e polverosi, e avevano anche loro quell&#8217;odore. E anche la vecchia che stava dietro ai libri.<br />
Tommi non parlava molto. A lui piaceva osservare le cose, e le persone. Soprattutto i grandi, perchè proprio non li capiva.<br />
Una volta, tornando da scuola venne fermato da uno di loro. Tommi non lo conosceva e siccome la mamma gli diceva sempre di non parlare con i grandi che non conosceva, decise di non dirgli niente e stare solo ad ascoltarlo. Perchè a Tommi piaceva osservare le cose e le persone. Ma gli piaceva anche starle a sentire, le persone.<br />
E poi lui era diverso dagli altri grandi, lui sapeva di cannella.<br />
E la cannella era buona: la mamma una volta gliel&#8217;aveva messa nella cioccolata calda.<br />
Così il grande che sapeva di cannella si mise a parlare e Tommi scoprì in quel modo che quello non era un grande, ma era un mago! Infatti, aveva il mantello, e il cappello e la bacchetta magica, gli diceva lui mostrandoglieli. E sapeva far sparire le cose. Così Tommi, decise di parlare al mago, perchè tanto era un mago e non un grande, e la mamma gli aveva detto di non parlare solo ai grandi che non conosceva, non ai maghi che non conosceva. E poi ormai questo mago lo conosceva pure, perchè gli aveva parlato. Così Tommi parlò, e chiese al mago quale magia usava per far sparire le cose. E il mago gli disse : &#8220;è semplice, io le copro col mio mantello, do tre colpi di bacchetta magica, e quando tolgo il mantello le cose sono scomparse&#8221;. &#8220;Quindi sono il mantello e la bacchetta a fare la magia?&#8221; chiese Tommi.<br />
&#8220;Sì, proprio così&#8221; rispose il mago.<br />
Tommi era sempre stato un bravo bambino. Non capiva perchè, sapeva solo che era sempre stato un bravo bambino, perchè i grandi gli dicevano sempre che era proprio un bravo bambino.<br />
Ma per quanto Tommi non capisse molte cose, capiva certo che quello che stava per fare non era una cosa da bravo bambino. Ma lui non voleva più essere un bravo bambino.<br />
Lui voleva essere un mago.<br />
Chiese al mago di andare a prendergli un gelato, con quella sua faccia particolare , con cui convinceva sempre i grandi a fare tutto quello che lui voleva. E mentre quello era nel bar lì di fronte, Tommi arraffò mantello e bacchetta, che il mago aveva lasciato lì, e corse via a casa, che non era molto distante da là.<br />
Entrato in casa però, Tommi, che osservava tutte le cose, capì subito che c&#8217;era qualcosa di diverso.<br />
Andò in cucina per cercare la mamma, e dirle che adesso lui era un mago.<br />
La mamma c&#8217;era, ma non poteva ascoltarlo, in quel momento. Era sdraiata in terra,  ma non come se dormiva, ma come se era caduta. La faccia era piena di sangue e i capelli strappati e aveva un occhio tutto nero e la fronte con uno strano bozzo viola. Mentre Tommi osservava la mamma, ancora col mantello e la bacchetta in mano, sentì un rumore dietro le sue spalle. Si girò, giusto in tempo per vedere un brutto gigante che voleva afferrarlo. Così Tommi, d&#8217;un tratto capì cosa voleva dire la mamma quando gli diceva che non doveva parlare con i grandi che non conosceva, o almeno, pensò, sicuramente questo qui non aveva intenzione di parlare. Scivolò sotto le sue gambe e cominciò a correre dietro di lui. Quello si mise a inseguirlo, ma quando era a un passo dall&#8217;acciuffarlo inciampò nel mantello che Tommi nel correre si era lasciato cadere di mano. Tommi non aveva visto bene cosa era successo esattamente, sentì solo un <em>patatunf </em>e quando si girò vide solo il gigante steso in terra nello stesso modo come aveva visto stesa la mamma poco prima. Si riprese il mantello, lo buttò sopra il gigante, e poi battè tre colpi con la bacchetta.</p>
<p>Con tutte le sue forze.</p>
<p>Il giorno seguente, il giornale riportava questa notizia:</p>
<p><em>Ieri pomeriggio, sventato un tentativo di furto con scasso e aggressione in una villetta di un noto quartiere cittadino ai danni di una donna e del bambino suo figlio che vi sono residenti. Il furto si è risolto in tragedia, ma ai danni di uno dei due aggressori. Mentre l&#8217;uno stava di guardia fuori a pochi metri dalla casa, l&#8217;altro penetrava in casa, aggredendo la donna, sola in quel momento, per poi poter rubare indisturbato nell&#8217;abitazione. I due non avevano calcolato che il figlio della vittima sarebbe tornato prima da scuola. Il ladro addetto di guardia alla strada ha cercato di trattenere il bambino fuori di casa. Tuttavia, il piccolo è riuscito a svicolare dal suo intrattenitore e ad entrare in casa. Cosa sia poi successo, è ancora oggetto di inchiesta da parte delle forze dell&#8217;ordine che, chiamate dalla donna riavutasi dall&#8217;aggressione, giunte sul luogo del misfatto, hanno acciuffato il complice di guardia mentre tentava di scappare brandendo un cono gelato, mentre hanno trovato l&#8217;altro che giaceva privo di vita  col cranio spaccato da delle vigorose martellate, avvolto in un cappotto imbevuto di sangue.</em></p>
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		<title>Reset</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 19:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>laviniazezza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prologo. Ho dato una rinfrescatina al blog. Anzi, l&#8217;ho totalmente stravolto e ricreato a dire il vero. Ho rimosso i vecchi post e ho cambiato completamente look allo sfondo. Sì probabilmente avrei fatto prima a rifarne uno da zero, ma fondamentalmente &#8230; <a href="http://thrilloflifetime.wordpress.com/2012/01/18/reset/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=thrilloflifetime.wordpress.com&amp;blog=3173096&amp;post=478&amp;subd=thrilloflifetime&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prologo.</p>
<p>Ho dato una rinfrescatina al blog. Anzi, l&#8217;ho totalmente stravolto e ricreato a dire il vero. Ho rimosso i vecchi post e ho cambiato completamente look allo sfondo. Sì probabilmente avrei fatto prima a rifarne uno da zero, ma fondamentalmente mi faceva fatica rifare tutta la trafila di registrazione ecc ecc.<br />
E, a dirla tutta, volevo cancellare le vecchie tracce di me stessa rimaste in giro. Per carità, mica perchè ci fosse qualcosa di male nel vecchio blog, solo che, appunto, era <em>vecchio. </em>Così gli ho fatto fare la fine che faccio fare ai miei vecchi vestiti smessi, quando non me li sento più bene addosso: li metto da parte, li conservo perchè ho bisogno di sapere che casomai volessi un giorno ritirarli fuori, potrei farlo. Nondimeno, non ho la minima intenzione di mostrarli in pubblico, nel momento in cui non rappresentano quel che sono, almeno allo stato attuale.<br />
Sooo, now, non ho la minima idea di dove mi porterà questo nuovo inizio, magari sarà la volta buona che scriverò qualcosa di intelligente, o magari scriverò le solite cagate di sempre (molto più probabile). O magari mi stuferò dopo aver scritto solo questa intro.</p>
<p>Whatever.<br />
Io cercherò di mettere nero su bianco ciò che mi frulla per la testa, nel modo più schietto e fedele possibile. Liberi di leggere oppure no. Scriverò in ogni caso.</p>
<p>Enjoy! =)</p>
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